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“Business Model de che?” Mica sono Coca-cola!

Prima chiariamo cosa sono, poi capirai perché servono anche a te e cosa succede quando non li hai.

Business Model e Business Plan non sono parolacce

Alexander Osterwalder lo definisce così:

Il Business Model descrive la logica con la quale un’organizzazione crea, distribuisce e cattura valore.”

Tara Gentile preferisce sostituire all’espressione “cattura valore” quella di “scambia valore”.

In altre parole, è “l’insieme delle soluzioni organizzative e strategiche attraverso le quali l’impresa acquisisce vantaggio competitivo”.

E ora ve lo dico come si mangia: significa progettare gli ingranaggi della vostra macchina affinché la stessa possa funzionare e muoversi!

Sempre il nostro amico Alex di cui vi accennavo all’inizio, si è anche inventato uno strumento strategico visuale (Business Model Canvas) per mettere in relazione questi fantomatici ingranaggi.

Perché “il successo di ogni modello di business che si rispetti, infatti, sta proprio nella capacità di vedere l’azienda come un grande ecosistema, non come un insieme di tanti compartimenti stagni”.

I compartimenti su cui occorre riflettere e che vanno messi in relazione per il nostro amico sono 9:

  • il cliente,
  • il valore offerto,
  • i canali,
  • la relazione con cliente,
  • i ricavi,
  • le risorse chiave,
  • le attività chiave,
  • i key-partners
  • e i costi.

Non sono mica una grande azienda direte voi, ma devi sforzarti di pensare al tuo lavoro come un’attività, come a un piccolo biz a tutti gli effetti. Non sei (o vuoi diventare) solo una wedding planner, bensì devi gestire un’attività di wedding planning (a meno che tu non svolga o voglia svolgere questo lavoro come dipendente, ma sappiamo che le possibilità in questa accezione sono molto limitate e comunque potrebbe non essere quello che vuoi).

E’ parecchio diverso.

Non devi solo organizzare, devi anche posizionarti sul mercato, farti conoscere, stabilire la tua offerta, i tuoi prezzi, i tuoi canali, conquistare clienti e gestirli, creare collaborazioni e network…

Tim Clark re-interpreta la mappa visuale di Osterwalder per “one-person business”:

  • chi aiuti (cliente)
  • come lo aiuti (valore)
  • come ti conosce e come offri il tuo servizio (canali)
  • come interagisci con lui (relazione)
  • cosa ricevi in cambio (ricavi e benefits)
  • chi sei e cosa hai (risorse chiave)
  • cosa fai (attività chiave)
  • chi ti aiuta (key-partners)
  • cosa dai (costs).

Ora, magari stai pensando che il lavoro di wedding planner è riconducibile a un unico modello di business ma non è così. Possono esserci modelli molto diversi fra loro e modelli invece simili che differiscono solo per alcuni elementi però molto rilevanti.

Ora, è utile essere schematici per avere una visione d’insieme, ma per trarre un effettivo vantaggio da questo lavoro occorre andare in profondità. Ovvero devi scendere nel dettaglio con un Business Plan.

Strategia? Si grazie! con tanto zucchero!

Come ti ho già spiegato la settimana scorsa nel post Parti da Te, il mio suggerimento è quello di partire dalle tue risorse chiave (chi sei e cosa hai), per poi passare ad analizzare il Valore che sei in grado di offrire (e il valore lo si acquisisce in relazione a un Bisogno specifico), e poi passare a stilare il profilo del cliente che ha quello specifico bisogno.  Fai una specie di Reverse-Engeneering.

Poi qui devi fermarti e verificare sul campo con tutti gli strumenti che hai a disposizione.

Torna poi al suo profilo e coloralo, completalo, disegna i chiaro-scuri. Crea delle Personas.

Tenendo bene a mente le tue Risorse Chiave, il tuo Cliente e il Valore definisci poi Relazione, Canali, Key-partners.

Il Cosa Fai dovrà esplicitare, dettagliare e supportare  il Valore che offri. Dovrai anche entrare nel merito del tuo Processo Organizzativo dei Servizi, creare una Road Map molto dettagliata che avrà il duplice obiettivo di rassicurare e guidare il tuo Cliente ma anche quello di fissare limiti e paletti.

Cosa Dai e Cosa Ricevi è un lavorone, soprattutto per la parte economica (sì, perché in realtà dovresti valutare anche “soft benefits” e “soft costs”, che sono quelli di natura non economica). E’ sì un lavorone, dicevo, ma non puoi esimerti dal farlo. E anche se suggerisco di farlo per ultimo, savasandir che dovrai tornare indietro alla ricerca del giusto equilibrio fra Cosa Fai/Come e la tua politica di Pricing perché dovrai trovare il modo di renderlo profittevole e sostenibile. Se vuoi un primo orientamento puoi scaricare la registrazione della Live Call “Wedding planning & Pricing: come stabilire il prezzo dei tuoi servizi”.  Il Business Plan dovrà poi anche contemplare delle previsioni di vendita per ogni servizio/prodotto.

Come si dice “chi parte bene è a metà dell’opera”? Verissimo!

Il primo non sarà perfetto e neanche il secondo ;-), anzi, è davvero difficile . Ma ti serve avere una direzione chiara in cui impegnarti.

 

No strategia? Ahi ahi ahi ahi…

Se hai la fregola di partire e salti questa parte pensando “aggiusterò il tiro strada facendo” stai commettendo il tuo primo errore. Per “aggiustarlo strada facendo” devi quantomeno aver prima capito come dovrebbe essere ;-). E questa analisi e valutazione iniziale potrebbe aiutarti a prendere alcune decisioni da subito, potrebbe direzionare i tuoi sforzi, aiutarti ad assegnare delle priorità…

Hai presente il curling? Se prendi bene la mira puoi poi adoperarti a spazzolare duro 😉 ma se il tiro è completamente sbagliato hai voglia a spazzolare!!

Tieniti perché ora te ne esco un’altra: è vero che si impara sbagliando e non è mai troppo tardi per correggere …finchè non è davvero troppo tardi. Il tuo biz dovrebbe essere appagante e sostenibile. Se ti esaurisci o non guadagni, non puoi resistere troppo a lungo. Il tiro lo correggiamo da un anno all’altro, i nostri servizi hanno spesso un tempo di erogazione mooolto lungo. Se avessero un ciclo più breve potresti imparare più velocemente dai tuoi errori e riformulare molto più velocemente … (mai valutati funerali? Ehm scusa, non ho saputo trattenermi). Ma non è così. E le riformulazioni spesso hanno un costo.

Per cui ascoltami, non correre a mettere on line il tuo sito, non iniziare a produrre contenuti, non organizzare style shoot, insomma non muovere un dito se prima non decidi dove vuoi arrivare.

 

Sto lavorando al perCorso online “FASTFORWARD SET-UP” per aiutarti un questa prima fase. Stay tuned!

 

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