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Il terzo giro di boa per me è stata una tranvata.

Realizzare che avevo già avuto il cliente “giusto” fra le mani, ed era stata solo ed esclusivamente colpa mia il fatto che il progetto non fosse alla fine stato profittevole come avrebbe potuto e dovuto essere. 

Aka, se lavori bene con il tuo portfolio e il tuo marketing, un certo punto i clienti giusti iniziano ad arrivare, ma non sai come gestirli (e spesso neanche riconoscerli) per renderli profittevoli.

In sostanza, a fine progetto realizzi di aver dato anima, testa, cuore e un’incredibile quantità di tempo per … due noccioline.

Inizialmente ho attribuito la colpa alla mia lettera di incarico, in realtà però, anche quella era una diretta conseguenza della mia RoadMap, ai tempi inesistente, o comunque molto vaga.

La RoadMap, ovvero la strada da A (situazione iniziale) a B (situazione finale) che crei tu per poterci condurre il tuo cliente. In mezzo ci stanno 6/12/15 mesi di lavoro.

Ora vado con la provocazione maxima. Sei pronta?

Il cliente perfetto non esiste. Il cliente va messo (da noi, e noi soltanto) nelle condizioni di diventare il nostro cliente perfetto.

 

Anche qui, ho una storia da raccontarvi. Un paio di anni fa ho organizzato il matrimonio di Rachel (nome inventato per rispetto della sua privacy), una sposa americana. La prima volta che l’ho incontrata sono rimasta di sasso: per lineamenti, colori, carattere, addirittura movenze, mi ricordava tantissimo una sposa US per cui avevo lavorato qualcosa come 10 anni prima. Sembrava una gemella separata alla nascita (!!).

Ebbene, non è stato semplice lavorare con lei come non lo era stato lavorare per la sua finta gemella 10 anni prima. Entrambe intelligenti, di grande cultura, e overall delle persone belle e interessanti, ma molto egoriferite (quantomeno in questa occasione), molto sicure di sé, molto impegnate nella loro carriera e molto, molto esigenti.

Ma mentre 10 anni prima ero rimasta schiacciata, questa è la sensazione che mi era rimasta addosso alla fine di tutto, con Rachel ho saputo condurre il gioco, dettare ritmo, imporre le mie regole.

 

Apro una piccola parentesi e condivido una riflessione con te: in generale le mie spose sono sicure di sé, la mia sposa ideale non teme i giudizi degli altri, non ha paura di osare: sono più nel mio territorio ad affrontare e gestire una sposa così (nonostante ogni tanto questa “sicurezza di sè” venga spinta al limite) che una sposa timida, insicura, che necessita di infinite rassicurazioni (caratteristiche che so gestire meno bene 😉

Certo dirai tu, 10 anni di esperienza in mezzo, ci mancherebbe! Vero, però io sono persuasa che sia una la cosa che più di tutte ha contribuito a cambiato il risultato: l’aver costruito la mia RoadMap.

La RoadMap ti serve per:

  • acquisire self confidence e autorevolezza
  • anticipare le mosse/richieste
  • lavorare in condizioni migliori
  • porre dei limiti
  • confezionare il tuo servizio e presentarlo all’interno della tua Lettera di Incarico
  • ottenere un profitto commisurato alle energie e tempo dedicato al progetto

Vuoi creare la tua Roadmap insieme a me?

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