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La verità e che non esiste un unico modello di biz in questo settore. Sono molti e diversi, potenzialmente infiniti. Perché se un wedding planner è un consulente che aiuta ad organizzare il matrimonio, é anche vero che questo “aiuto” può essere offerto in mille modi diversi. Più studio, più mi confronto, più leggo, e più vedo che in altri settori queste infinite potenzialità sono sfruttate meglio. Io stessa mi rendo conto di non averle mai comprese e sfruttate a pieno.

Una cosa però mi è chiara da un po’ di tempo. L’impostazione del modello di biz deve essere sostenibile.

Ehi! Lo so che me l’hai già sentito dire tante volte ma troppo spesso le ns azioni ci portano in un’altra direzione!

Ho lanciato un piccolo sondaggio su Cheers! la scorsa settimana. Quante ore di lavoro sono necessarie per organizzare il tuo “average wedding”? Per quanto il campione sia piccolo ha confermato quella che era la mia sensazione (che poi non era proprio una sensazione, era un’idea formulata sulla base di info e confronti raccolti nel tempo). La maggior parte delle wp impiega 100/150+ ore. E non è difficile trovare wp che dichiarano numeri ancora più alti (qualcuno anche nel ns piccolo campione). Tantissime sono le colleghe che non hanno risposto. Ovvio c’è chi non ne aveva voglia, chi nn voleva esporsi, chi non ha letto il post. Ma forse un po’ è anche perché molte, soprattutto chi ha ancora poca esperienza, nn ne hanno idea. Quando lo chiedo alle ragazze che stanno avviando gli si disegna un grande punto interrogativo sulla fronte. 50? 150? 300?

Ora, non è che devi saperlo ESATTAMENTE, ma avere un orientamento, secondo me è indispensabile per impostare l’attività, per “progettare” la tua macchina. Sulla base di come approcci questo lavoro e del servizio che intendi offrire e di come lo intendi offrire, devi riuscire a fare una stima.

Potrai ricrederti o acquistare maggiore consapevolezza nel corso del tempo (puoi usare Toggl per aiutarti), e questo è giusto e normale.

Potrai capire che l’adrenalina ti fa stare bene e ti fa sentire realizzata, ma potresti anche capire che lo stress ti logora. Ognuna di noi è diversa. Ma la cosa bella è che possiamo costruire il biz intorno a noi.

Potrai ottimizzare il processo e aumentare la tua produttività, e questo è saggio e importante per aumentare la tua marginalità e capire come impostare la tua crescita.

Potrai andare oltre alla gabbia time for money e farti poi retribuire per il risultato/valore e non per il tempo necessario ad ottenerlo.

Potrai diversificare la tua offerta alleggerendoti le spalle e lo stress, offrendo prodotti/servizi integrabili o complementari o sinergici.

Potrai capire quale significato vuoi dare alla parola “crescita” e attivare azioni che ti portano in quella direzione.

Potrai fare tutto questo, ma all’inizio, per progettare la tua macchina, non puoi proprio fare finta che il tempo sia infinito e che non conti nulla.

Rischiamo di cadere in una tana del bianconiglio se non stiamo attenti.

Il paradosso. Se per arrivare al tuo obiettivo “RAL+CO” (dove magari non sei neanche stata di manica larga) dovresti poter disporre di un anno lavorativo di 600 giorni la vedo dura. Non devi avere solo il tempo per lavorare ai tuoi matrimoni ma devi avere anche quello per lavorare AL tuo biz: la contabilità, il marketing, la formazione, lo studio e sviluppo di nuovi progetti/servizi etc etc

Se il tuo “progetto” non torna sulla carta, sarà molto improbabile che funzioni poi nella realtà. Ed è il motivo per cui quando una start-up cerca investitori deve presentare un Business Plan e convincerli della bontà del progetto! E non sottovalutare lo stress di cui ti faresti carico (hai scelto questa professione per passione non è vero? Mica la vuoi trasformare nel tuo inferno personale? per “sostenibilità” non guardiamo solo all’aspetto economico, ma anche a quello psico-fisico).

Se hai un determinato tipo di approccio, che è quello più largamente in uso e quello più spesso adottato da chi “parte” (matrimonio personalizzato e “costruito” con la coppia attraverso un servizio 1:1) la direzione in cui lavorare è dare e far percepire VALORE, e farlo adeguatamente retribuire (ho detto adeguatamente, ovvero probabilmente almeno il doppio, o forse il triplo della cifra che stai pensando se ti stai affacciando ora sul mercato 😉 e/o devi specializzarti/differenziarti così bene da offrire qualcosa che renda quello che offri “unico” e non facilmente sostituibile.

Se lavori sul 1:1 con questo approccio, per rendere la tua attività sostenibile nel tempo, devi adoperarti e lavorare per sostenere dei prezzi (più) alti. Ehi! Lo so che non ci puoi arrivare subito, puoi darti degli obiettivi intermedi, ma devi lavorare nel frattempo in quella direzione.

Se il tuo UNICO e più URGENTE obiettivo è “trovare clienti” non lo stai facendo.

Ci sono altri approcci? Certo che ce ne sono! Ma si vedono maggiormente applicati al settore dei destination o all’estero che nel mercato domestico per il mercato domestico. Scalando su alcune aree/servizi o creando dei veri e propri pacchetti (personalizzabili entro certi limiti) o automatizzando alcuni processi o cercando sinergie si possono contenere i prezzi ma rendere comunque un’attività profittevole. 40/50 ore per wedding non è irrealistico se la macchina viene concepita/progettata/strutturata per farlo. E’ utopico negli altri casi.

Vieni su CHEERS! e continuiamo a parlarne!

 

 

 

 

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