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La relazione fra wedding planner e fiorista/flower designer è articolata. Potrebbero essere fatte tante riflessioni ma noi ne scegliamo tre.

Si tratta di un rapporto stretto e prezioso, in parte complementare e in parte simbiotico.

Noi abbiamo la visione d’insieme, il bird eye. Conosciamo i clienti, stiamo già lavorando da mesi con loro, abbiamo delineato con loro il concept e il mood del loro evento, sappiamo chi sono i fornitori e cosa implementeranno, conosciamo la logistica e come verranno utilizzati gli spazi. Siamo in grado di passare un brief accurato e aiutare il fiorista a formalizzare una proposta “giusta”, accurata e completa. Un buon brief e una buon coordinamento lo metteranno nella condizione di lavorare bene.

Per contro, anche il suo lavoro ci aiuterà molto. Il fiorista è sicuramente un key-player per conferire all’evento lo stile e il mood ricercati.

Occorre un gioco di squadra. Occorre con tutti i fornitori ma con il fiorista in modo particolare. Quando il wedding planner lavora anche alla progettazione stilistica e al design dell’evento, l’affiatamento e l’allineamento fra i due diventa essenziale. E’ un equilibrio delicato, e ognuno deve rispettare il suo ruolo, ma quando c’è un bel rapporto di complicità sono permessi anzi welcomed momenti di confronto e discussione. Quando si parla la stessa lingua, la fase di brainstorming a due che spesso segue il brief, può rappresentare un momento molto divertente e stimolante per entrambe.

E’ difficile per un’unica persona indossare questi due cappelli.

Abbiamo parlato in passato di opportunità di verticalizzazione. E’ vero, sono tante le agenzie di wedding planning che verticalizzano con gli allestimenti floreali ma in genere lo si fa a fronte di una crescita della struttura (ovvero chi lo fa vanta generalmente del personale formato, preparato e dedicato). Le incombenze di un wedding planner e di un fiorista in prossimità e su data sono troppe e troppo sovrapposte in termini di tempistiche. 

E’ una trappola in cui spesso cadono le newbie. Ammettiamo anche che tu sia preparata (non vogliamo qui assolutamente dire che sia un lavoro improvvisabile!), puoi anche aver fatto i corsi FederFiori, avere esperienze pregresse ed essere molto sveglia e in gamba ma se sei da sola è proprio l’aspetto di sovrapposizione dei due lavori nell’ultima settimana a rendere difficile (se non impossibile) indossare i due cappelli contemporaneamente. 

La cifra stilistica conta.

In ultimo, vogliamo riflettere sul fatto che anche i fioristi hanno, o cercano di avere (o dovrebbero cercare) un loro posizionamento. Spesso la cifra stilistica li rende più o meno adatti a uno specifico mood. E nei loro territori preferiti è ovvio che investiranno in formazione/accessori/props. Così come detto in riferimento ad altri settori, un bravo professionista se la caverà qualsiasi sia il brief/territorio in cui dovranno esercitare la loro creatività e competenze, ma ci sono brief/territori che fanno luccicare più gli occhi di uno e brief che fanno luccicare più gli occhi di altri.

Se riusciamo a coinvolgerli su progetti che sentono nelle loro corde la loro performance sarà migliore.

 

Quali sono le tue esperienze? Vieni a raccontarmelo su CHEERS! Il gruppo FB  dove le wedding planner si confrontano e riflettono insieme.

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